
BIOGRAFIA
Inspiegabilmente affascinata dal pianoforte, a 3 anni chiede alla madre di farle frequentare le lezioni organizzate dall'asilo; ma in casa non ci sono possibilità e spazio, così Babbo Natale le dona un piccolo Hit Organ della Bontempi e tutto pare si risolva lì. A otto anni entra nel coro parrocchiale ed a dieci si guadagna la prima chitarra assemblando plafoniere al neon; impara a strimpellarla frequentando tre anni di lezioni da un chitarrista vicino a casa. Ma ancora estremamente attratta dal pianoforte, a 14 anni tenta l'impossibile iscrivendosi alle selezioni del Conservatorio di Milano; vorrebbe frequentare il liceo artistico musicale ma gli iscritti per pianoforte sono 365 ed i posti disponibili sono solo 15 (riservati a chi lo suona già). Commossi dal suo sguardo deluso, i professori nella commissione d'esame le consigliano di scegliere un altro strumento perchè la disponibilità di spazi è maggiore... ma fortemente attratta solo dai tasti del pianoforte, Monica rifiuta l'invito e sceglie di frequentare il Liceo artistico non musicale.
Raggiunto il diploma di
maturità artistica, di mattina frequenta l'Accademia delle Arti Applicate per
specializzarsi in grafica pubblicitaria, il pomeriggio continua a guadagnare
qualche soldo facendo la generica a Canale 5 (come ormai fa da anni) e, due sere
a settimana, corre alla British school per approfondire la lingua inglese. In
tutto questo correre tra il centro di Milano e gli studi televisivi a Milano2,
finito il tragitto in metropolitana fa sempre l'autostop. Un fortunato giorno
sale sull'auto di ragazzi sconosciuti che diventano il suo primo gruppo
musicale. Nel 1981 è l' unica voce femminile del gruppo "Watermelon string band"
capitanato dal benjo di Bruno Guaitamacchi. Durante le loro performance
propongono Bluegrass esibendosi in pub e nell'underground milanese amante del
Folk americano; particolarmente apprezzati vengono scritturati anche per
l'accompagnamento musicale dell’allora importantissima inaugurazione del primo
Fast food in Italia.

Intanto i medici le comunicano che finalmente non dovrà mai più indossare il corsetto per la cura della scoliosi, avvitato e svitato sul suo corpo dai 13 anni. D'indole ribelle ed euforica per la liberazione da quella scomoda gabbia che chiama "la mia Torre", scappa dalla casa paterna per vivere con un giovane di cui si innamora follemente ma che, dopo due mesi, le confessa di avere in corso una gravidanza con un'altra donna. Si rifugia distrutta in un monolocale messole a disposizione dagli splendidi genitori, a patto che nessuno si preoccupi più di lei o dell'arredamento; dorme in un sacco a pelo steso a terra e, anche se mal pagata, si concentra nel suo primo serio impiego di grafica in uno studio di pubblicità. Intanto la passionale immersione nello storico Country si affievolisce perchè per mantenersi deve trascorrere anche le notti disegnando marchi per saltuari clienti procacciati con il passa parola. Uno di loro le consiglia di presentarsi in un negozio di dischi di Milano, Merak, dove producono dischi ed a volte hanno bisogno di una grafica per disegnare le copertine.
MONICA STUCCHI (questo è il vero nome di VALERIE DORE) approda alla discografia proprio a seguito dell' incontro con il produttore Roberto Gasparini, titolare dell' allora Merak music. Sin dai primi appuntamenti, mentre parlano di alcuni lavoretti grafici, lui comincia ad invitarla al ristorante per conoscerla meglio. Poi la ascolta cantare, la porta a ballare, si fa accompagnare nei vari studi di incisione dove ha produzioni in corso. Ormai pur di riuscire ad introdurla nella sua nascente scuderia artistica e farle abbandonare il posto fisso, con amichevole strategia manageriale la corteggia insistentemente facendosela anche recapitare da un taxi che le invia per tre mesi all'uscita del lavoro. Con rinnovata gioia Monica accetta la ventata di amicizia che Roberto le porge. Ma non le interessa mollare il lavoro conquistato grazie ad anni di studi, esclude l' eventualità di avventurarsi nella precarietà del far musica; i recenti travagli della vita più il desiderio di non deludere nuovamente i genitori più la presa di coscienza che vivendo sola deve per forza riuscire a mantenersi, l'hanno fermamente convinta a non far più "colpi di testa"... ma ... solo sino alla notte in cui un pazzo automobilista le procura un "grosso trauma cranico" distruggendole la Dyane sei con lei dentro. Dal giorno dopo parte con il progetto del primo disco: The night.

Dal 1984 è stata nelle vette delle classifiche musicali in diversi paesi anche d'oltre oceano. Negli anni '80 è entrata nelle Top hit dei maggiori paesi europei; tra il 1984 ed il 1988 i suoi dischi sono sempre entrati in classifica. Le vendite dei suoi dischi e la fama di VALERIE DORE si spingono sino ad oggi nonostante la sua scelta di distacco dalle scene durata oltre 15 anni; oggi per la Siae è un’artista “evergreen” (ossia vende gli stessi dischi da oltre venti anni). Negli anni '80 è stata una giovane star con un magnetismo talmente singolare da rimanere fluttuante nella memoria di molti come un fascinoso mito senza età.
La voce di Monica spazia in tre ottave e la tonalità scelta per le sue incisioni varia dall' alta emissione, richiestale di base nei primi brani, a quella soffusa e più avvolgente dell'LP The legend, per poi tornare in salire con Wrong Direction e nuovamente riscendere nel fascinoso suono greve del primo brano inciso nel 2006 (fatto quasi in sordina e pubblicato in una compilation solo per annunciare un suo prossimo ritorno) in cui, con l'introduzione di pochissimi accenni acuti, Valerie Dore pone l'accento su quell' esplorativo libero gioco in sali e scendi espresso nel tempo.
Sin dal suo esordio si rivela un'artista in contro tendenza: ha segnato lo stile di una nuova generazione di giovanissime fantasiose, liberamente distaccate dalle robotizzanti e plasticate mode imperanti nelle discoteche di allora. Furono giovani amanti delle armonie romantiche ma ballabili, avvolte in abiti creativi colmi di pizzi e stravaganze retrò; erano giovani che non temevano di folleggiare danzando coi trasognanti sentimenti della propria femminilità. In Europa cominciarono a definirla "Regina della Italo Dance New Romantic" ed oggi, internazionalmente, è rimasta l’indiscussa icona femminile dell’ Italo Dance romantica targata anni '80. Da allora Valerie Dore è una visione impalpabile che sviscera emozioni in chi la ricorda. In Germania erano venduti i guantini alla Valerie Dore e l' eclettica imitazione del suo magnetismo, con simili movenze e look, le è stata simpaticamente omaggiata per tutti questi anni dalle attente e mirabolanti Drag Queen.

La moltitudine di vendite dei suoi dischi è incalcolabile, appare anche in quasi
tutte le compilation dance sugli anni '80 edite nel mondo in oltre 20 anni. Ad
opera di DJ ed appassionati continuano ad essere immessi e venduti - nel mercato
discografico mondiale - vari remixaggi dei suoi vecchi brani, riuscendo anche a
farle nuovamente toccare le classifiche estere. Di lei si è parlato molto anche
in America ed anche in altri paesi d'oltre oceano si sono domandati il perchè
della sua totale e misteriosa sparizione dalle scene più recenti.
Le incisioni originali di Valerie vengono ancora ristampate e vendute in
parecchie aree del mondo; dai tabulati Siae 2007 le vendite dei brani incisi
negli anni '80 spaziano ancora ed incredibilmente dal Messico alla Germania,
dall' Argentina alla Francia, Svizzera, Ungheria, Polonia, Austria, Grecia ...
e giungono richieste di sue notizie anche dal lontano Giappone.
Monica negli anni ’80 ha inciso dischi e collaborato con importanti
multinazionali e case discografiche (EMI- Warner Bros- ZYX -Carrere - Clever -
Dureco - Panarecord ...) con importanti editori (Italo Allione - Freddy Naggiar
Baby record - KP.Schleinitz P.a.r.c.song London...) con rinomati produttori e
tecnici di studio (Ralph P. Ruppert- Renato Cantele- Marco Tansini - M.Foltz...)
e con musicisti di elevata capacità e fama (l’ex bassista dei Kajagoogoo Nick
Beggs, il batterista Marc Price, Robero Drovandi oggi bassista degli Stadio,
Fabio Anastasi oggi tastierista di Luca Carboni, Marco Tansini musicista e
compositore dell’eccezionale LP “The Legend”)

Sino a
quando si concesse al piccolo schermo (1988), le sue innumerevoli apparizioni
televisive spaziarono in parecchie emittenti e trasmissioni europee dell'epoca
che se la contendevano soprattutto per l'unicità della sua particolare presenza
scenica.
Era assiduamente presente anche nelle televisioni Italiane dove partecipò a
parecchie tappe di tre anni del “Festivalbar” che vinse giungendo al secondo
posto della Dj Star. Con la sua squadra vinse anche il primo posto di
un'edizione di “Azzurro” dove partecipò per tre anni consecutivi. Fu omaggiata
come rivelazione dell'anno dalla prestigiosa rivista "Tutto Musica e Spettacolo"
durante la trasmissione televisiva Vota la voce che la invitò per più anni. Il
suo brano "King Arthur" venne scelto dalla Rai come sigla di “Discoring” .
Partecipò ad altre rinomate trasmissioni musicali come “La vela d’Oro” di Riva
del Garda che (per la presentazione dell'LP "The Legend") eccezionalmente le
aprì le porte solitamente precluse ad artisti identificati nella categoria
Dance. Sempre in Italia partecipò a più “Domenica in” condotte da Pippo Baudo e
Raffaella Carrà, “Pronto chi gioca” presentata da Enrica Bonaccorti, alcuni
“Costanzo show”, svariati “Discoring”, molti “Superclassifica show” di Maurizio
Seimandi, Studio 5, M'ama non m'ama, etc... Era un' assidua presenza nelle
varie classifiche di Sorrisi e Canzoni dove, in base alla votazione dei lettori,
nel 1986 apparse anche al 5 posto come artista cantante donna preferita dagli
Italiani. E' apparsa ripetutamente nelle riviste Italiane ed Europee più vendute
negli anni '80 e di lei ne parlò anche l'illustre rivista musicale Bilboard.

Ma proprio durante gli anni di grosso successo Valerie Dore visse anche
molteplici delusioni umane che la portarono, dopo meno di due anni dal suo
esordio nella discografia, ad esigere prepotentemente la chiusura di ogni tipo
di collaborazione con gli autori dei suoi primi singoli e, dopo lo splendido
rapporto instauratosi con gli autori del suo LP “THE LEGEND” (giudicato tra i
migliori dell’epoca), ruppe anche tutti i legami con il suo storico produttore
“…
essere un punto focale del business discografico è vivere nel deserto dei veri
sentimenti; ti sorridono tutti ma ti accerchiano come uno sciame di avvoltoi
ingordi e senza scrupoli…arrivano a rubarti di tutto, proprio di tutto.”

In più versanti è un'artista che nel tempo dimostra di andare contro corrente.
Con l'LP "THE LEGEND", narrando le vicende e gli animi dei personaggi della leggenda di Re Artù e dei Cavalieri della Tavola Rotonda, VALERIE DORE è la prima artista al mondo che introduce, indossa e canta la Storia nelle futuristiche discoteche.
Inoltre la sua pubblicazione di THE LEGEND rappresenta
la
prima volta nella storia della musica mondiale in cui si assiste alla fusione
della musica pop-dance con la musica etnica del folk popolare inglese.
Sicuramente THE LEGEND è precursore dei tempi e, grazie all'idea del suo
compositore Marco Tansini, rappresenta il punto di partenza da cui si sono
originati nuovi e svariati filoni musicali miscelati al folk inglese , generi
che tuttora sono in continua evoluzione ed apprezzati a livello mondiale.

Attratti dalla sua fama e dall'ottima produzione del suo ultimo LP "The Legend", nel 1987 Monica fu chiamata a Londra da KP Schleinitz (produttore di Terence Tren D’Arby) e Ralph Ruppert (noto produttore di studio per "Moonlight shadow” di Mike Oldfield e con un back ground di altre importanti produzioni con Jennifer Rush, Terence Trent D'arby, Picknick at the white house per “We need protection” ed “Est river”, Bonney M., Ellis Beggs & Howard)
Con loro e concretamente affiancata dal suo futuro marito Mauro Zavagli (che
sposerà nel 1989), incise a Londra l'eccezionale "WRONG
DIRECTION"
scritta dall’inglese Dave Libby e suonata da musicisti inglesi tra cui spicca il
conturbante basso di Nick Beegs e l'energica batteria di Mark Price. Oggi, dai
nostalgici esperti del sound '80, l'incisione di Wrong Direction (soprattutto
nella versione Mix) è considerata una delle migliori produzioni circolate in
quegli anni ... giudicata tuttora attualissima.
Ma accadde che Valerie Dore, fierissima del suo nuovo prodotto inciso a Londra,
al rientro in Italia si ritrovò in un ambiente discografico ostile perchè
fortemente irritato dal suo distacco col vecchio produttore e perchè infastidito
dalla sua diretta ed intraprendente collaborazione con l’estero. Sebbene "WRONG
DIRECTION"
(con etichetta MZM Production di Mauro Zavagli Monica) venne pubblicato in
Italia dalla multinazionale EMI e cominciasse anch'esso a scalare le
classifiche, improvvisamente Valerie decise di non pubblicarlo in altri paesi.
Fermò la promozione ed abbandonò qualsiasi contatto con quel mondo discografico
che con lei mancava dell’indispensabile armonia umana...
" per una giovane donna come me la vita intima conta sicuramente più della fama,
ed ora ho finalmente al fianco un uomo che ha cura di me e mi colma il cuore più
di qualsiasi ambita top ten. Purtroppo gli sgambetti e le incomprensioni del mio
mondo discografico minano anche la serenità tra noi due e, dopo 5 anni trascorsi
immersa nei frenetici viaggi e nelle gioie e lacrime della gloria, per la mia
età ho l' equilibrio pericolosamente instabile. VaDo, agguanto l'energia
vulcanica dell'amore e volo via, svanisco e cambio rotta alla mia esistenza
distanziandomi dalle persone intorno a me... il pubblico non lo può sapere ma io
ne ho un profondo bisogno."
![]()
Scelse di
lasciare totalmente le scene ma solo dopo la conclusione di una tournee
proseguita di un anno per tacito ed intimo addio al suo adorato pubblico. Dal
1986 si era già distanziata dalle brevi esibizioni fatte di sole hit
(tipicamente richieste in discoteca a tutti gli artisti di dance) e, con tecnici
e service al seguito, anche nel 1989 continuò a condividere dal vivo tutti i
suoi brani col pubblico. Ascoltandoli nella loro completezza la rivelano un'
artista con molteplici espressioni, spesso le sue canzoni sono talmente opposte
al genere dance che non è raro finire con lo stupirsi per l'avventata ma
mondiale classificazione artistica in cui è stata schedata. Cosa rarissima se
non unica per gli artisti italo-dance di quell' epoca (che per le incisioni dei
dischi furono veri pionieri nell'adottare i suoni dell'allora nuovissima
tecnologia elettronica, ben realizzati in aggiornati studi di registrazione ma
ancora difficilmente riproducibili in spettacoli itineranti) si organizzò anche
in concerti accompagnata da un gruppo di musicisti bolognesi tra cui suonò
Roberto Drovandi -oggi bassista degli acclamati “Stadio”- e Fabio Anastasi -oggi
tastierista di Luca Carboni.

Chiuso ogni rapporto con la musica e
libera da ogni impegno si sposò nel 1989 e passò quasi un anno allo stretto
fianco dell'investigatore privato Tom Ponzi perchè voleva tastare il lavoro più
curiosamente nascosto e mimetico che esista:"...
è un' attività intrigante e Tom era un uomo talmente estremo e rigoroso che oggi
non posso fare a meno di considerarlo uno dei miei maestri di vita. Ma per la
mia indole è un lavoro troppo da spioni impiccioni... ho sempre creduto nel Vivi
e lascia vivere."
Poi cominciò a viaggiare
con suo marito nel terzo mondo e, tra vai e torna, visse in Madagascar per circa
due anni.
Nel 1991, in preda
all'entusiasmo per una nuovissima idea, fece un rapido giro in alcune
multinazionali Italiane per proporre un nuovo LP che avrebbe voluto realizzare
in collaborazione con un gruppo Malgascio; ma quei discografici non capirono
l'importante novità di musica con balli stile caraibico che lei gli proponeva e
le risposero che era uno stile di musica: "assolutamente invendibile! Ma
oltre a qualche immigrato, chi vuoi che la balli la musica caraibica ?... "
... delusa dal limite di spazio innovativo allora disponibile nella discografia
italiana, dopo pochi giorni Monica ripartì con Mauro e senza più avere alcuna
minima remora riguardo alla scelta di distacco fatta pochi anni prima (...
inutile dire che poi il tempo le diede ragione, entro pochi anni quel genere
musicale cominciò a riempire le piste ed a far aprire innumerevoli scuole di
ballo).

In seguito si trasferirono in un casolare vicino ad Arezzo "... le notti trascorse immersa in una marea di lucciole sono più magiche di quelle sotto i riflettori di un palcoscenico; godo l'immensità delle piccole cose" e, nel fascinoso centro storico della città, aprirono il loro primo particolarissimo negozio di antiquariato specializzato in letti in ferro di alta epoca (restaurati con raffinata perizia proprio da Monica) "L' antiquariato mi rassicura grazie al suo capovolgere le negatività del tempo che scorre. Estasiarsi con la preziosa patina sulla pelle delle antichità, annulla i timori del tempo nella propria".
Pochi anni dopo, nel
cuore di Milano, aprirono anche una fiorente Galleria d’Arte specializzata in
dipinti italiani '800 primi '900
" Sola tra i dipinti di maestri passati, scopro la pennellata come voce viva di
anime d' artisti deceduti... odo richiami insistenti"
Tutto andava a gonfie vele ma
improvvisamente, nel 2000, Mauro chiuse la loro unione divenuta troppo fraterna;
entro un anno conclusero anche ogni rapporto lavorativo in comune.

Profondamente in crisi
Monica si isolò dal mondo, per quasi sei anni, vivendo l'eremitismo rinchiusa in
una stanza. Nelle rare uscite si spostò a Latina in visita a carissimi amici
coltivatori di rose che, sorreggendola con tutte le cure necessarie per un
fragile petalo, la accompagnarono nell'esplorazione dei numerosi siti
archeologici Italiani "... tra
quelle pietre c'è una densità che mi attrae e non manca mai di
colmarmi trascinandomi in una sorta di estasi."
"... Dice...
che in questi 6 anni di isolamento
ha vissuto il fascino mistico del deserto, dice che ha vissuto l'esperienza più
intensa ed emotivamente coinvolgente della vita nella sua vita, dice che ha
semplicemente ascoltato ed interloquito con la travagliata eccitante infangante
ma anche divinatoria voce del silenzio, il nulla che è il tutto; senza limiti di
spazio e tempo dice che si è lasciata scivolare nel dolore e nel suo immenso
amore, di essersi lasciata aprire innumerevoli porte sconosciute, di aver
realmente vissuto e superato la Divina Commedia. Dice che in verità ha camminato
di più stando ferma in confronto a quando freneticamente correva da una nazione
all'altra. Le sue mani hanno scritto tantissimo e, nell' incoscienza di quello
"sport pericolosamente estremo",
si è abbandonata al pensiero naturale ritrovandosi a scandagliare minuziosamente
le vibrazioni delle molteplici emotività umane...
Sono stata magicamente artista di
penna, artista nel flusso più leggero e pregno dei significati. Scrivendo parole
in totale libertà e lasciandomi sedurre dall'astrazione concretizzante della
scrittura automatica, ho concretamente folleggiato in una leggera danza di
falangi e parole roteanti in tempi estranei. Ho vissuto la cattura che è
abbandono, la sinuosa pennellata che arretra qualsiasi forma di regola divenendo
nuova regolarità non trascurabile nello stile. Alla tastiera del mio computer
più volte mi sono sentita soddisfare la potente astrazione nel vorticoso ballo
sciolto da pianista sull'oceano; più volte mi sono chiesta se in realtà fossero
quelli i veri tasti che sin da quando ero infante mi attraggono ogni volta che
mi affianco ad un pianoforte. Quando suono parole arMONIzzando i silenzi, godo
nel dissetare un bisogno di insipido per la vita, colmandola poi di nuovi
sapori con la semplice rilettura.
Di sicuro certe mie follie sono realizzate nell'impensabile mai svelabile.nel
momento stesso in cui le compio..."
Non svela cosa le sia
particolarmente successo; racconta che talvolta le telefonò qualche nostalgico fans e che lei ne ha dolcemente gioito ma anche crudamente sofferto.


Il primo impulso a ricalcare le scene lo diedero alcuni fans che la scovarono ma soprattutto un impresario che, a metà del 2005, la rintracciò e la spronò a mostrarsi in qualche brevissima apparizione in discoteca nell'ambito di eventi inerenti agli anni '80. Lei era totalmente all'oscuro di tutto quello che, riguardo al suo glorioso passato da Valerie Dore , era continuato a succedere dopo il suo addio all'ambiente musicale. Non sapeva di aver proseguito a vendere parecchi dischi toccando anche altre hit nel mondo, non sapeva di essere presente in tantissime compilation edite ovunque, non sapeva nemmeno che in Germania fu pubblicato un CD "The best of Valerie Dore" che è tuttora in vendita: "Spalanco gli occhi nel paradosso della resurrezione. In tutti questi anni di distanza nessuno mi ha mai chiesto liberatorie o avvisata delle varie ripubblicazioni discografiche o informata delle nuove importanti conquiste nei vari paesi; scopro che sono quasi due decenni che nuovamente trafugano tutti i miei guadagni e diritti contrattuali. Più indago e più scopro l'incredibile.... ma non mi stupisce più nulla di questo mondo, da lassù il mio caro professore di canto Giacinto Sgaravato mi invia solo carezze. E allora decido di rientrare con l'incredibile. Praticamente oggi rientro nella mia antica vita come una ritornata fu Mattia Pascal Pirandelliana. Non nascondo che dopo venti anni è una immensa gratificazione scoprire di essere stata un' artista che in età giovanile è riuscita a suscitare emozioni con caratteristiche talmente singolari da divenire artefice di un così lungo ed ampio strascico di ricordi ed affezioni. E' bastato inviare on line le prime poche pagine di questo sito per scoprire di avere una montagna di amici sconosciuti, mi giungono mail calde come il sole, talvolta roventi. Rivivo le antiche gioie del successo con un senso più focoso perchè ora posso confidarvi che in quel periodo una parte di me viveva anche la silente e bruciante sofferenza di essere divenuta una ragazza troppo distante dai coetanei, distantissima dai più sereni e giocosi percorsi universitari e di vita."

Allibita per il mondiale interesse ancora vivo per gli anni ‘80 ed immersa nella confusione totale, colma di tutti i leciti dubbi del caso, Valerie a metà del 2005 provò a riproporsi al pubblico con le medesime sembianze dei venti anni prima :"Io mi ero uccisa ma il pubblico ha voluto farmi sopravvivere. Se attraverso me vogliono sognare un tempo che fu, ho il dovere di dargli quella che ricordano"...e si ripresentò indossando i vecchi abiti di scena custoditi per tanti anni in un vecchio baule. Raramente sceglie di mostrarsi in altre brevissime apparizioni e ci sembra che per lei il tempo non sia passato: "E' un breve gioco di sogni con il pubblico nostalgico della propria giovinezza o desideroso di riabbracciare quegli anni in cui l'ottimismo verso il futuro era sicuramente più presente di oggi. Vivo queste fulminee apparizioni con un contorcimento di tensioni interiori che solo gli ammiratori riescono a sciogliere. Ammetto di usare queste seratine anche per togliermi la ruggine del mio annoso fermo vocale e non. Ma cerco di farne poche, tendo ad evitarle, perchè in tutta onestà non sono assolutamente felice di doverle farle così come vengono ancora imposte agli artisti del circuito dance '80 (*); conoscendomi so già che tra non molto saranno uno stile di presenza che tenderò ad abbandonare. Per ora me le gioco tastando l'ambiente, mi ci immergo tastando anche me stessa per capire quale sia la formula migliore per ripropormi; è un gioco-forza che mi slunga tirandomi verso i due poli dei differenti gusti di questi ultimi due decenni, anche tra l'autentico bipolare mio modo di essere, vivere e viverle (*). Talvolta in questa prima fase potrà anche accadere di mostrarmi meno in forma, a volte per colpa mia e spesso per colpa del sistema. L'imprevisto fa parte del rinascere e dell'incredibile scelta di tornare agli antichi mondi spronata proprio dall' amorevolezza degli amici fans che adoro e quotidianamente mi incitano a non mollare. Non è facilissimo scavalcarsi venti anni di esperienze e far momentaneamente finta che nessuno mi abbia ancora ed avidamente derubata, mi sento nuovamente sfringuellare e mi sorge una nuova voglia di progettare un serio (*) rientro da Artista. Queste poche seratine, forse diluite anche in non breve tempo (dipende dalle macchie che poi potrò gustare) saranno solo il mezzo di una nata estrema che non riesce mai ad accomodarsi pacata nel mezzo. Non so quel che farò, sicuramente so quel che non voglio fare. Tendenzialmente la mia mente gioca anche pesantemente col masochismo, bo, le emozioni le scatena in più direzioni purchè si creino, non so, farò quel che farò. Mi conosco molto bene, sono una donna dolce seria ed affidabile, ma anche contorta ironica ed imprevedibile, sicuramente una libera dentro che guida solo al bene ma alla sua squinternata maniera. Amo l'indecifrabile che si svela a distanza; ormai per me l'arte non è solo musica e l'allucinata fantasia che mi ritrovo la vivo come stimolo per percorrere il mio cammino e trasmettere i valori del mio mondo. Purtroppo, tranne che a me stessa, non so far male ad una mosca... a volte servirebbe proprio brandire affilate spade per sentirsi momentaneamente meglio."

A novembre 2006, dopo 18 anni dalla sua ultima incisione, VALERIE DORE aderisce silenziosamente ad un progetto, dell' underground italiano, a cui partecipano 21 gruppi di artisti felici di omaggiare l'amico Garbo con la reinterpretazione di 21 suoi vecchi brani raccolti a dicembre in un doppio CD. Unici artisti provenienti dalla dance '80 sono Valerie Dore e Styloo che, in un elegante duetto, interpretano il pacato e fascinoso "How do I get to Mars?" scritto anche da Derivando. E' un brano che incide senza pubblicizzarlo, è un passo semi intimo, un'annunciazione del suo prossimo ritorno nella discografia. In questo brano che parla del silenzio VALERIE DORE dice di non avere cantato ma di avere volutamente fatto conoscere, lasciandosi scivolare fuori senza filtri, i soli istintivi e fumosi suoni provenienti direttamente dai suoi silenzi dell'animo. Ascoltandola nell'alternarsi di suono trattenuto e slanciato, assaporandola nella voce greve ma talvolta acuta, penetrandola nel saporoso sorriso e coinvolgendosi nell'intimo fiato e sussurro, si vive un trascinante e conturbante avvicinamento alla Monica Valerie Dore più profonda, più pubblicamente oscurata, più limpidamente vicina alla sensualità del cuore. Curiosamente il brano termina con VALERIE che dice quattro "STOP", ma non ne vuole spiegare il significato.

Recentemente
è tornata in sala d'incisione per la produzione di un progetto con testi suoi
"...
comincio ad essere talmente dissetata che ormai ho voglia di sfociare facendo
affogare gli ascoltatori nelle mie emozioni. Voglio tornare "solo"
collaborando seriamente con un discografico che capti e sappia promuovere le
vibrazioni interiori. Intorno a me voglio serenità e professionalità, mi
sono essenziali per riuscire ad esprimermi. Raccolgo i miei pezzi e cerco di
incanalare ogni mia particella (*) nel vortice ascendente dell'arte e della
musica
... spero di non
inciampare in nuovi ladri -di danari, idee ed altro- e tornando mi auguro anche
di potermi ricredere sui vecchi personaggi incontrati.
Due nuovi brani li ho già qui incisi e custoditi nel mio cassetto. I pochissimissimi fidati -spero- a cui li ho fatti ascoltare ne sono entusiasti. Bene. Ma i tempi potranno essere brevi quanto potranno essere lunghi, dipende, ad oggi non vivo alcuna angosciosa fretta di apparire ed i miei tempi hanno ormai ritmi estremamente diversi dal consueto. Di certo non voglio finire col fare la "dama revival a vita" e sono disposta ad inscatolarmi di tutto pur di uccidere un simile avvenire.
A dispetto di qualunque consiglio avverso ed alla consueta regola "mitizzante con distacco" degli usuali " official web site" tipici delle Star musicali, nel riavvicinarmi a Voi ho scelto di pubblicare questo sito che a tratti è profondamente intimo. Mi auguro che chi tra voi avrà la forza di leggerlo, riesca a provare delle valide emozioni.
In "TESTI E CONTESTI" troverete ulteriori specifiche vibrazioni personali inerenti ad ogni mio singolo brano pubblicato negli anni.
Ringrazio di cuore chiunque mi ha sentita.
(Maggio 2007, VALERIE DORE / MONICA STUCCHI )
... Ah! recentemente si è iscritta ad un corso di pianoforte.
